Tunnel mobili per magazzini temporanei – differenza tra tunnel retrattili e capannoni su ruote

Sempre più imprese ricorrono all’installazione dei cosiddetti tunnel mobili per allestire magazzini temporanei allargando lo spazio coperto aziendale. In molti settori, i tradizionali immobili in muratura o i grossi edifici prefabbricati stanno lasciando il posto a coperture amovibili in acciaio e in telo PVC. I motivi sono svariati: dall’ottimizzazione dello spazio alla convenienza, dalla velocità di realizzazione ai vantaggi burocratici, per non parlare della personalizzazione disponibile.

A tal proposito, un tunnel mobile industriale può essere richiesto in versione retrattile o nella variante scorrevole su ruote. Non si tratta delle uniche due varianti, ma senz’altro delle due tendostrutture più diffuse.

Quali sono le differenze e quale conviene acquistare per creare magazzini temporanei? Vediamolo insieme esaminandole nel dettaglio.

Tunnel retrattili: nagazzini impacchettabili

Il tunnel retrattile è una copertura mobile che ha avuto un incredibile successo negli ultimi anni grazie al crescente bisogno delle aziende di avere strutture versatili, resistenti ed economiche.

La struttura del capannone retrattile è composta da capriate in acciaio a pantografo capaci di estendersi o ripiegarsi. Alla base ciascuna è dotata di ruote in acciaio, che scorrendo su guide a terra impacchettando o aprono il tetto di copertura.

In questo modo, i tunnel retrattili possono aprirsi o chiudersi mantenendo una parte della struttura ancorata e muovendo la restante parte, guadagnandosi anche l’appellativo di “copri scopri”.

Il movimento è azionato manualmente o con un sistema motorizzato e può ridurre il volume fino a 2/3 della profondità complessiva. Le applicazioni dei tunnel retrattili, oltre ai magazzini temporanei, sono anche diffuse per riparare momentaneamente aree di carico merci, corridoi di passaggio o spazi adibiti al ricovero di auto o mezzi aziendali.

Tra i modelli di coperture retrattili rientra il cosiddetto tunnel a chiocciola. È una struttura che viene ancorata frontalmente a un edificio, generalmente in prossimità di una porta per creare un prolungamento protetto. Lo scorrimento del tunnel non avviene in maniera parallela da entrambi in lati, ma con una rotazione fino a 90 gradi.

Mantenendo l’ingresso intatto e sigillato, questo strumento è l’ideale per realizzare una zona di carico e scarico dove non ci sia abbastanza spazio per garantire le corrette manovre dei mezzi.

Capannoni scorrevoli: magazzini su ruote

I capannoni in telo su ruote vengono sempre progettati per offrire la maggiore versatilità possibile, ma con una differenza netta. A differenza di un copri scopri retrattile, il tunnel scorrevole compie una traslazione, cioè passa da un punto all’altro senza subire alterazioni alla struttura.

In questo caso, non si parla di capriate a pantografo, bensì di robuste strutture in carpenteria con ruote d’acciaio alla base. A seconda del modello, delle dimensioni e della finalità del progetto, le ruote di scorrimento possono essere inserite o meno all’interno di guide a terra.

I capannoni scorrevoli, quindi, possono riparare più aree aziendali spostandosi su binari tracciati o anche liberamente. Questo permette di allestire magazzini, reparti, ripari provvisori per auto e mezzi aziendali (carrelli elevatori, attrezzature) o altro ancora.

La struttura, però, non è in grado di chiudersi su se stessa, rimanendo allestita anche quando non serve.

Una variante interessante del tunnel su ruote è il cosiddetto tunnel telescopico. È composto da due o più sezioni di capannoni, ciascuno di una misura inferiore e contenuto all’interno della più grande.

Azionando lo scorrimento, la copertura industriale è in grado di allungarsi mantenendo fisso il modulo più interno (o più esterno). Quando non serve più, le sezioni vengono fatte rientrare all’interno della struttura principale, chiudendolo come un telescopio.

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